E’ una storia vera no? Bhe! Allora, visto che il grosso era fatto, se fossi stato Ridley Scott, avrei cercato di dare più tonalità al film ridefinendo gli stilemi tipici del cinema hollywoodiano. Scott rischia poco, anzi, non lo fa per niente. La sua regia non si fa riconoscere, non dico che sia piatta, ma difficilmente potrebbe capitarci di dire “Si vede che è un film di Ridley Scott!”. In verità di questa patologia si sono ammalti persino i più grandi, vedi Scorsese, ragion per cui si giunge alla conclusione che il cinema statunitense non ha più niente da offrirci. Anche il montaggio cede inesorabilmente ai canoni standardizzati del film che come sommo principio ha l’incasso al botteghino.
I due attori? Sarà paradossale, ma mi sarei aspettato qualcosa in più da Washington (la casa bianca non c’entra), in genere lui non delude, a differenza di Crowe che invece nel film funziona bene, anzi, credo che con questa interpretazione abbia smesso di vivere di luce riflessa per il Gladiatore.
La trama? Non male direi, come del resto la sceneggiatura. Ma anche quì manca il segno distintivo. Lo sappiamo che i cineasti di hollywood hanno le migliori scuole di cinema del mondo, ma quando vorranno deliziarci con un po’ di originalità? possibile sia rimasto solo Tarantino a farlo? Mha! (sto parlando di originalità).
Fine anni ‘60. Frank Lucas (D. W.), come il nostro amico Boston George, decide che, per fare soldi con la droga, deve ricorrere dirattamente alla fonte (sud est asiatico). Allestisce un impero del crimine basato sulla formula robamigliore + metàprezzo = strapotere. La struttura organizzativa della sua società la mutua dalle migliori famiglie mafiose italiane di tutti i tempi. Ma dopo aver messo al tappeto la concorrenza, pur con la bravura di restare nell’ombra, arriva lui, il cavaliere senza macchia, Richie Roberts (R. C.), un poliziotto che ha rinuniciato alla sua vita privata pur di non cedere alle lusinghe dei suoi colleghi corrotti. Si noti come a quel tempo la corruzione dilagava negli ambienti di polizia. Solo a quel tempo? E solo nella polizia?
Come può finire un film (storia vera) in cui i panni del mafioso li veste un nero?
In conclusione l’opera migliore di Scott rimane e, credo, rimarrà Blade Runner.
Voto: 7 meno, meno, meno. Giusto perchè ho dato la sufficienza piena a Cloverfiled.
Anche questa volta ho selezionato per voi la scena del film.
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